Ortigia in mostra

Per l’estate 2018 la Galleria Sudestasi Contemporanea di Ragusa sta organizzando ORTIGIA IN MOSTRA: progetto d’arte diffusa, a cura di Angelo De Grande e Ciro Salinitro, che mira a far uscire l’arte dai soliti circuiti creando un percorso ramificato nel centro storico cittadino, in modo da realizzare una sorta di grande istallazione su scala urbana. L’evento si terrà a Siracusa tra luglio e agosto 2018, con il patrocinio del Comune.

Mauro Drudi, Lei

Per realizzare il progetto abbiamo attivato una prolifica sinergia tra pubblico e privato, in grado di integrare le istanze culturali con quelle promozionali e turistiche che interessano le imprese operanti in Ortigia, alcune delle quali verranno coinvolte in qualità di sponsor “attivi” (Busatti, Moon, La casina degli Spiriti, Boats, Holidays Ortigia, Hotel Posta, Grande Albergo Alfeo…).

ORTIGIA IN MOSTRA si incentra prevalentemente su 2 mostre cardine, già presentate in diverse città italiane e non: LEI di Mauro Drudi e PORTRAITS di Andrea Ventura.

La prima, LEI, è una istallazione artistica composta da circa 300 dipinti su legno, tutti raffiguranti varie interpretazioni in chiave pop della celebre immagine della Vergine Annunciata di Antonello da Messina; la seconda, PORTRAITS, è una serie di ritratti di personaggi illustri realizzati per le più importanti testate giornalistiche del mondo o per la casa editrice Rizzoli. A queste due mostre si affiancheranno nel corso dei due mesi numerosi eventi collaterali quali concerti, spettacoli, performances e mostre minori.

Il nucleo centrale delle due mostre verrà allestito presso altrettante sedi espositive, che fungeranno da “luogo madre” di ogni singola mostra, mentre il resto delle opere verranno dislocate all’interno degli esercizi commerciali che sponsorizzeranno l’evento. Il visitatore sarà quindi spinto ad intraprendere un “viaggio” sui generis tra i vicoli di Ortigia, seguendo liberamente i diversi percorsi espositivi tramite mappe cartacee, distribuite nei vari punti vendita, o digitali, scaricabili dal sito della galleria (www.sudestasicontemporanea.com).

PROGRAMMA “ORTIGIA IN MOSTRA”

Il ciclo di mostre si aprirà ufficialmente il 7 luglio con l’inaugurazione della mostra LEI di M. Drudi, a cura di Angelo De Grande, che si terrà a Siracusa dal 7/07 al 2/09 presso la chiesa di San Cristoforo. Proseguirà poi con PORTRAITS di Andrea Ventura, mostra a cura di Francesco Piazza realizzata in collaborazione con il Museo Bellomo presso i locali del SAC (Sant’Agostino Contemporanea) dal 3/08 al 3/09.

Tra gli eventi minori in programma si cita la mostra GHRAPHEIN 4×8, piccola rassegna costituita da 8 grafiche di Afro, Alechinsky, Pasmore e Man Rey, che si terrà fino al 30/10 presso il Grande Albergo Alfeo (via Nino Bixio n. 5).

 

Andrea Ventura, Samuel Beckett
le mostre nel dettaglio:
i luoghi delle mostre:
in collaborazione con:
partners:

QUI TUTTO è DISTACCO, Là ERA FIATO | Performance DI DANZA

All’interno degli spazi della mostra Ghraphein – carte da una collezione privata ospiteremo la presentazione del primo studio della performance dal titolo “Qui tutto è distacco, là era fiato“, a cura del team coreografico LAAGAM, ideazione site- specific di Francesca Siracusa in collaborazione con Simone Faraci, musicista e compositore e Azzurra Pitruzzella, curatrice del testo.

La performance si terrà domenica 17 dicembre alle 18.20 e si ripeterà alle 19.10. La sala offre una capienza massima di circa 30 persone è quindi gradita la prenotazione scrivendo una mail presso l’indirizzo mail: info@sudestasicontemporanea.com 

Danzatori:
Marina Bertoni, Greta Cisternino, Viola Gasparotti, Sebastiano Geronimo, Erica Meucci, Barbara Novati, Flora Orciari, NIcola MAnzoni, Annalisa Privati, Francesca Siracusa, Cecilia Tragni.

“Qui tutto è distacco, là era fiato” è una storia umana di impossibilità e consapevolezza. Questa performance è ispirata all’ottava elegia duinese di Rainer Maria Rilke in cui il poeta analizza la condizione esistenziale dell’animale per cogliere più a fondo le disperazioni e gli affanni che caratterizzano l’uomo. L’elegia sottolinea una differenza fondamentale che distingue i due: L’uomo, al contrario dell’animale, ha coscienza della morte che gli sta costantemente davanti, impedendogli di raggiunger una completezza con l’esistenza. 

In “Qui tutto è distacco, là era fiato” i performer costruiscono due principali spazi d’azione che coesistono e tra cui inizia uno scambio. Il primo è un luogo chiuso quasi inaccessibile in cui il muro limita la vista della scena per intero; qui vengono costruiti limiti e regole sempre più ermetici e dettagliati. Il secondo è un non-luogo e, in quanto tale, non concepisce limiti e regole temporali o spaziali; qui tutto è fluido, completo e aperto. Lo scambio continua e incalza fino a quando l’immagine della morte, che ha perseguitato l’uomo e di cui l’animale non è consapevole, si concretizza inesorabile creando una terza dimensione in cui l’uomo e l’animale, posti sullo stesso piano, diventano indistinguibili perché condividono la stessa tragica condizione. 

“Qui tutto è distacco, là era fiato” è un esperimento artistico che intreccia diverse forme comunicative che si sorreggono e completano a vicenda. La performance è infatti accompagnata dalla musica del compositore Simone Faraci e arricchita dalla scrittura di un dialogo della curatrice Azzurra Pitruzzella.

team coreografico LAAGAM

MilanoPhotoFestival | THE DANCE OF THE LIVING STONES

È con piacere che vi comunichiamo la nostra partecipazione alla mostra The Dance of the Living Stones che verrà presentata in anteprima a Milano dal 15 Maggio al 25 Maggio 2017, presso i locali della Mediateca Santa Teresa (via della Moscova, 28), nell’ambito del MilanoPhotofestival per poi essere riproposta qui da noi in galleria in luglio.

The Dance of the Living Stones conclude l’omonimo progetto video di Angelo De Grande, le cui riprese si sono svolte nell’agosto del 2016 al Grande Cretto di Alberto Burri a Gibellina (opera di land art sorta sui ruderi del paese distrutto dal terremoto del Belice nel 1968).

Luogo simbolo di un evento drammatico, in questo progetto il Cretto si afferma come emblema di un’eterna rinascita e di liberazione da un passato di sofferenza: da monumento statico, l’opera di Burri si rivela infine teatro dinamico. La metamorfosi dei corpi danzanti e il parallelismo tra micro e macrocosmo rappresentano il fulcro di questo lavoro, che si propone di valorizzare un’opera troppo poco conosciuta, approfittando del centenario della nascita del suo autore e del completamento e futuro restauro dell’opera stessa.

Ricoperti di argilla crettata, i performers emergono dal Grande Cretto raccontando con la danza il dialogo tra il nuovo (la parte dell’opera più recente, ancora bianca, “fresca”) e il vecchio (la parte più antica, grigia e ormai ricoperta di vegetazione), in un turbinio di movimenti spezzati e contrastanti che giungono infine all’armonia. La coreografia, curata dal duo MÓSS, mira a raccontare un giorno di magia in un “teatro” silenzioso, lontano da tutto e da tutti.

The Dance of the Living Stones rianima, anche solo per pochi attimi, questo freddo sudario, per ridargli vita e per celebrare la conclusione di quest’opera di cristallizzazione dello spazio iniziata più di trent’anni fa.

Le più di cento fotografie esposte, scattate durante i giorni delle riprese, mostrano i protagonisti immersi negli spazi di questa immensa opera di land art: un teatro silenzioso lontano da tutto e da tutti. Oltre ai due fotografi ufficiali, Lara di Leo e Pietro Alfano, ci saranno piccoli contributi fotografici di altri componenti della troupe (Andrea Marchese, Angelo De Grande, Davide e Roberta Bianca) e di alcuni spettatori (Alessandro Cartosio). 

parlano dEL PROGETTO: